Ikea tazze, non solo mobili per il colosso svedese

L’Ikea e le tazze

Un caffè, oppure un tè, sono ancora più buoni se questi vengono serviti nella tazzina oppure nella tazza che è perfetta per l’occasione. L’Ikea è uno dei posti dove, le famiglie comprano proprio le tazze in ragione dell’accesso ad un vasto assortimento. In particolare è possibile acquistare prodotti ed articoli per la casa per la colazione, anche a letto, o per una pausa pomeridiana rilassante, potendo scegliere tra tazze da tè, thermos, teiere e tanti altri accessori. In realtà al giorno d’oggi, rispetto al passato, è possibile acquistare tazze particolari online anche da tanti portali di e-commerce specializzati proprio nella vendita di prodotti e di articoli per la colazione.

 

ikea tazze e la loro particolarità

 

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Cosa è possibile acquistare oltre le tazze nei negozi Ikea

Per esempio, è possibile acquistare le tazze da caffè o da tè con o senza piattino, le tazze da latte, le teiere, i thermos, ma anche le caffettiere, i bollitori, il bricco per latte ed il macinacaffè elettrico. In altre parole, l’acquisto di tazze della Ikea e da Ikea può in realtà rappresentare l’occasione di acquistare tutto per la tavola a partire dalle tazzine da caffè e passando per quelle da latte e da tè tra articoli bianchi o colorati, a pezzo singolo oppure coordinati tra di loro anche al fine di creare dei contrasti originali. Le tazze Ikea, o simili, presentano peraltro la caratteristica comune di avere da un lato un aspetto essenziale, ma dall’altro sono resistenti e caratterizzate sul fondo dalla presenza di piccole scanalature che garantiscono un lavaggio ottimale in lavastoviglie in quanto in questo modo l’acqua del lavaggio non ristagna sul fondo.
La presenza della scanalatura alla base dell tazze Ikea, quindi, non è in realtà un segno distintivo ma funzionale senza comunque non porre l’accento sul fatto che l’inserimento della piccola tacca, da parte della multinazionale fondata in Svezia da Ingvar Kamprad, risulta essere davvero geniale.

 

 

Cosa è possibile acquistare oltre le tazze nel negozio online dell'ikea

Raccomandazioni per l’acquisto online

 

L’Ikea, sulle tazze in vendita sul proprio portale, riporta non a caso che le scanalature sul lato inferiore favoriscono il deflusso dell’acqua quando metti la tazza capovolta nella lavastoviglie. Inoltre, nel consigliare di lavare le tazze acquistate prima di usarle per la prima volta, molte tazze Ikea sono non solo lavabili in lavastoviglie, ma anche tali che si possono mettere pure nel forno a microonde. Indipendentemente dal portale di e-commerce che viene scelto per acquistare online le tazze, si raccomanda, prima di perfezionare la transazione con carta di credito, con Paypal o con Postepay, di leggere sempre con attenzione le condizioni generali di vendita e di reperire ed acquisire tutti i contatti utili per l’assistenza in caso di dubbi o problemi.

Così come prima di acquistare è bene acquisire le informazioni utili sui costi e sui tempi di trasporto, nonché sui resi e sui rimborsi. In questo modo gli acquisti online di beni di qualsiasi tipo saranno per il consumatore sempre informati, sicuri e consapevoli.

L’ evoluzione delle tazze

L’origine ed evoluzione delle tazze

Fin dall’antichità l’uomo si è evoluto e con esso tutto ciò che lo circonda, l’homo habilis cominciò a creare i primi utensili fino ad arrivare ai giorni nostri ma la vera svolta l’ha avuta 20.000 anni fa con l’evoluzione dell’arte della terracotta quasi indispensabile per la cottura dei cibi, I primi manufatti appartengono al Neolitico: vasellame grezzo cotto direttamente sul fuoco e modellato a mano. Successivamente l’arte vide l’introduzione del tornio e di altre tecniche di lavorazione e di cottura, che consentirono di ottenere oggetti più raffinati e robusti. In età romana si diffuse la ceramica aretina, con decorazione a rilievo, e quella detta a “terra sigillata”, che rimase in uso fino alla caduta dell’Impero. Gli egizi furono i primi a scoprire la tecnica altamente efficace dell’ invetriatura, tutt’oggi in uso, trasmettendola agli altri popoli del Mediterraneo e poi a tutto il mondo. Nel mondo greco nacque il termine “ceramica” ( che significa “argilla”, “terra da vasaio” ) e si diffuse un tipo di produzione molto raffinato, diverso però dall’invetriatura a smalto siliceo degli egizi. Sempre nello stesso periodo, intorno all’anno mille in Europa, venne inventata la maiolica nel tentativo di imitare i prodotti orientali. Dal Rinascimento l’arte ceramica italiana diventa protagonista assoluta nel panorama europeo. Le regioni più importanti sono Lazio, Umbria, Abruzzo, Marche, Toscana e Veneto. Nel corso del secolo scorso l’arte della ceramica si è emancipata da un ruolo minore e ha guadagnato un posto paritario ad altre forme di espressione artistica. A questo decisivo passaggio hanno concorso ceramisti, architetti e artisti i cui contributi si sono voluti evidenziare collocando nel percorso espositivo anche opere pittoriche e scultoree di riferimento a testimonianza della labilità di confini che, oggi soprattutto, non appaiono più plausibili. Inoltre, va rimarcato il fatto che relativamente a significative tendenze quali l’Art Nouveau, il Futurismo e l’Informale, a esempio, la ceramica ha contribuito in modi talmente alti da meritare a pieno titolo un inserimento nella storia dell’arte moderna.

 

la storia delle tazze

 

Ogni tazza ha una sua storia, scopriamo l’evoluzione che essa ha avuto durante i secoli

La cultura cinese riguardante il tè ha una preparazione ben distinta, un momento di grande rispetto e serietà, le diverse preparazioni non sono da sottovalutare, infatti è grazie alla Cina se noi occidentali abbiamo avuto le prime tazze in porcellana difatti in inglese “porcellana si dice “china”

Nella cina moderna ogni abitazione ha un servizio da te e i suoi strumenti per la preparazione, simbolo di accoglienza per i visitatori della casa che verranno come prima cosa invitati a bere te. Moltissime tradizioni sono attribuite a questo rito, un momento di estremo rispetto, ancora oggi i giovani invitano a bere una tazza di te ai più anziani in segno di rispetto e sottomissione. Il Chaou prevede l’utilizzo di tre pezzi: un coperchio, una tazza/ciotola e un piattino, generalmente in porcellana. Il kung fu cha è nato e si è sviluppato nelle province cinesi e significa “tè preparato con cura ed attenzione” la scelta del materiale è importantissima, secondo essi infatti l’acqua non può toccare il metallo. La teiera tradizionale è detta Yixing, caratterizzata da una certa spugnosità, in modo da assorbire gli aromi del tè che vi vengono infusi. Altri strumenti utilizzati sono: le pinze per manipolare le tazzine bollenti, un cucchiaio ottenuto da una sezione di canna di bamboo per misurare la quantità di tè, un vassoio con doppio fondo cavo per raccogliere l’acqua in eccesso, un bollitore e altri strumenti affusolati per raccogliere le foglie dall’interno della teiera.

 

                  tazze cinesi

 

In Giappone c’è la tradizione antica di sorseggiare il tè detta: Cha no yu ovvero “acqua calda per il te” un rito sociale e spirituale, una delle arti marziali zen più note.

A seconda delle stagioni cambia inoltre la collocazione del bollitore detto “kama”: in autunno e inverno è posto in una buca di forma quadrata “fornace”, ricavata in uno dei tatami che formano il pavimento, mentre in primavera ed estate è in un braciere “furo”, appoggiato sul tatami. La forma più complessa e lunga “chaji” consiste in un pasto in stile “kaiseki”, nel servizio di tè denso “koicha” e in quello di tè leggero “usucha”. In tutti i casi si usa in varie quantità il matcha”, tè verde polverizzato, che viene mescolato all’acqua calda con l’apposito frullino di bambù. Come avrete potuto capire fin ora il servizio da tè orientale è qualcosa di molto più complesso rispetto a quello occidentale, perché non solo basato sulla materialità dell’oggetto ma un momento spirituale dove l’ambiente “la stanza” doveva avere determinate caratteristiche, tra i vari utensile troviamo “chawan” la tazza al cui interno è stato posto il “chakin”, la piccola pezza bianca di lino utilizzata per asciugare la tazza dopo averla lavata e sopra questa vi è il “chasen”, il frullino in bambù per mescolare il tè in polvere con l’acqua bollente e, sul bordo destro della tazza vi è il “chashaku”, il cucchiano in bambù per raccogliere il tè in polvere dal suo contenitore, il “chaki”. La ceramica nell’antichità veniva vista come qualcosa di raffinato e sottile ma con gli anni si optò con una ceramica molto rozza che incarnava ‘ideale estetico di semplicità e povertà che si intendeva affermare. Tutto iniziò quando a un certo Chojirò (1515-1592), operaio, forse di origine coreana addetto alla produzione di tegole, Sen no Rikyū chiese di realizzare una ciotola senza usare il tornio né la sovrapposizione a spirale di un cordone di materiale, ma semplicemente modellando la forma concava partendo da un pezzo di argilla. Chōjirō eseguì la commissione e il risultato fu talmente straordinario che Sen no Rikyū stesso giudicò la tazza perfetta sia dal punto di vista estetico, poiché l’aspetto semplice e rustico rispondeva a quell’esigenza di austerità che si prefiggeva, ma anche da un punto di vista pratico in quanto la tazza bassa e larga aveva una stabilità ideale ed era quindi adattissima per l’utilizzo sul tatami senza pericolo che i numerosi spostamenti cui era soggetta durante la cerimonia ne causassero il ribaltamento. Anche lo shōgun fu altrettanto entusiasta e conferì al vasaio l’autorizzazione a fregiarsi, con tutti i suoi discendenti, del sigillo raku (questo termine indica “comodo” o “maneggevole”) e da allora la sua famiglia e i suoi discendenti si fregiarono di questo nome. Ancora oggi il quindicesimo e ultimo discendente dei raku, kichizaemon(1949-) produce, come i suoi antenati, tazze di grande bellezza. Ovviamente anche altri si cimentarono in questo tipo di produzione e così nacquero altri capolavori sempre coerenti con i principi estetici dello zen. Fra i più noti quelli di stile Mino, Seto, Shino e Bizen. Particolarissime le tazze con smalti color crema e soprattutto quelle con smalto nero. Il discepolo di Sen no Rikyū, dette origine a una serie di pezzi straordinari per creatività e colorazione appunto noti da allora come stile Oribe. Spesso i vasai lasciavano colature di smalto o zone non coperte, imperfezioni e bolle; insomma l’ideale estetico del wabi-cha si diffuse sempre più. Malgrado le intenzioni di Sen no Rikyū, le ceramiche che dovevano esprimere il massimo dell’austerità e della povertà raggiunsero presto prezzi elevatissimi ed erano assai ricercate dalle classi più agiate. Si usava persino premiare i combattenti samurai più valorosi donando loro pezzi particolarmente pregiati o di maestri celebri. Ora molte di queste opere sono conservate nei musei possedendo un valore economico spesso incalcolabile, ma anche le opere di maestri viventi, o del recente passato, eseguite con tecniche immutate dai tempi di Sen no Rikyū.

 

 

Chi è che non conosce la famosa usanza Inglese del bere il tè delle cinque di pomeriggio? E l’elegante servizio da tè in stile inglese? 

Londra 1650: il tè sbarcò su terra inglese come rimedio naturale estremamente costoso e nel giro di pochi anni divenne la bevanda di moda a corte, tè verde con o senza latte in tazzine cinesi di porcellana bianca o blu senza manico, una tradizione riservata alla nobiltà e chi non riusciva a potersi permettere economicamente quest’ ultimo poteva optare per un servizio di porcellana in stile italiano di Faenza o quello olandese di Delft. La tecnica di produrre la porcellana non era stata ancora accettata in Europa. Si usava accompagnare il tè con bicchierini di brandy all’arancia, di ratafià o di rum. Un lavoratore medio spendeva un terzo del suo stipendio per il consumo del tè. Con il passare del tempo la porcellana cominciò ad essere prodotta anche in Inghilterra, ma il merito va al signor Wedgwood e ad un tipo di terracotta liscia e a basso costo che tutti poterono permettersi di comprare un servizio da tè. Nel corso dei secoli furono modificate diverse usanze al rito del tè, il più famoso è quello pomeridiano che grazie alla duchessa di Bedford si cominciò a servire una tazza con pane morbido e torta ogni pomeriggio alle 16, per sopperire alla sensazione di fiacchezza che provava e grazie ad questa si cominciò a pensare alla creazione di altri servizi come: con piatti, posate e alzate per dolci associate a teiere e tazze.

E che dire del caffè americano in tazza grande? Detto anche semplicemente americano o caffè filtro.

Come ho detto prima la tecnica della porcellana fu sviluppata in Cina e importata in Europa nel corso del Quattrocento, tanto è vero che ancora oggi, in inglese, la porcellana si chiama china, ma negli ultimi decenni in America è esplosa per comodità o per  moda la cup in cartone o polistirolo in tazza small, medium o large con coperchio con piccola fessura o linguetta da sollevare per bere, il caffè americano del “prendi e porta via”, non c’è un cucchiaio per girare il latte o zucchero ma una palettina in legno sottile e se in Italia diventa una pausa al bar per staccare dal lavoro o per socializzare, in america diventa una bevanda da consumare camminando. Dimenticate ormai le tazze in ceramica con cucchiaino grande la vera tendenza ora è questa! Colorate, termiche, personalizzate, l’america si fa spazio così.

 

I paesi nordici vantano una religione di guerrieri feroci, spietati e disumani, quindi per sopravvivere erano capaci di qualsiasi nefandezza.

Uomini maestosi che non conoscevano paura neanche davanti ad animali feroci e ogni cosa che potesse contenere un’anima e spirito loro la custodivano appropiandosene come oggetto sacro avendo la convinzione che tutto gli era donato da Odino in persona, animali offerti in sacrificio prendendo tutto ciò che potevano utilizzare, come il famoso corno vichingo, oggetto sacro con quale bevevano le loro bevande rimaste in uso fino a tutto il Medioevo e inizio età Moderna, particolarmente in tutto l’Europa germanica e Caucaso. I corni rimangono tutt’ora un importante recipiente del brindisi noti come Kantis, ora quest’ultimi vengono realizzati in vetro, ceramica o metallo stilizzati a forma di corni.

 

Le tazze nella cultura messicana

Un’altro paese che si fa largo con tazze particolari è il Messico con la famosa tazza a forma di teschio messicano, o meglio con il termine “Calaca” parola del linguaggio colloquiale messicano per indicare il termine “scheletro” è la raffigurazione di un teschio umano usato come decorazione con rosa e fiori durante il festival del giorno dei morti in Messico. Da qui la fabbricazione di tatoo e oggetti come le tazze a forma di teschio con fiori in colori fluo sta prendendo il boom. Come ridere davanti la morte in segno di scaramanzia i messicani sanno farlo benissimo.

 

Tutto questo per dirvi che:

“molto spesso sottovalutiamo quello che abbiamo, pensiamo che tutto c’è dovuto e non ci soffermiamo a riflettere a quanta strada si è percorsa nei secoli per arrivare dove siamo ora, un oggetto comune e di uso quotidiano con un grande valore storico, culturale e soprattutto di realizzazione, come le tazze!